Il 19 ottobre il Consiglio dei Ministri è stato chiamato all’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) per l’anno prossimo.

Questo documento può essere definito lo scheletro portante della Legge di Bilancio 2022, sul quale essa sarà costruita.

Per preparare lo scostamento di bilancio utile a questa manovra il governo aveva in precedenza già approvato la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e finanza 2021 (Nadef).

Prima che venisse approvato il Dpb la proroga generalizzata, cioè estesa a tutti gli edifici, per il Superbonus 110% era data come cosa certa, anzi sembrava che questa sarebbe stata solo una tappa di altri rinnovi che avrebbero dovuto allungare la vita dell’agevolazione fino al 2025.

Il Documento Programmatico si è però rivelato pieno di sorprese e la tanto attesa proroga in realtà è stato un flop.

Il rinnovo al 2024 infatti riguarderà solo IACP ed edifici condominiali, mentre di fatto per gli edifici unifamiliari il Superbonus 110% è stato cancellato e dopo la scadenza attuale, fissata per questi al 30 giugno 2022, non esiterà più.

Secondo il nuovo piano per gli edifici condominiali ci sarà un rinnovo fino al 31 dicembre 2023, mentre adesso questi hanno la possibilità di fruire del Superbonus 110% fino al 31 dicembre 2022.

Agli Istituti case popolari (IACP) ora spetta una scadenza fissata al 30 giugno 2023, con possibilità di estensione fino alla fine del 2023, qualora l’impresa entro la fine di giugno dello stesso anno abbia sviluppato almeno il 60% delle ristrutturazioni previste. Per questi edifici, dovrebbe decadere il requisito legato all’avanzamento dello stato dei lavori, con un termine che anche per loro sarà fissato al 31 dicembre 2023.

Superbonus 110%, la proposta della proroga con limiti ISEE

Se dalla rinuinone per l’approvazione del Dpb appare evidente e chiaro che per le villette non ci sarà più alcun Superbonus 110%, la situazione è ben lontana dall’essere conclusa.

La vera decisione sarà infatti presa in sede di costruzione del testo della Legge di Bilancio vera è propria, che è qualcosa di diverso dal DpB, per il quale comunque si attende anche l’approvazione dell’Unione Europea.

Il Superbonus 110% stando alle ultime dichiarazioni dei politici si prospetta essere un tema caldo nelle prossime discussioni in aula, perché la proroga che esclude le villette ha lasciato molte parti scontente.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che sarà chiesto di nuvo il rinnovo anche per gli edifici unifamiliari, poiché la proroga, come è stata concepita, rischia di favorire le città a discapito dei piccoli comuni, dove è presente una maggiore quantità di edifici unifamiliari rispetto ai condomini.

Pressing per un rinnovo del Superbonus 110% fino al 2024 che coinvolga anche le villette viene poi dal fronte del Movimento 5 stelle, con una dichiarazione rilasciata dal Leader Giuseppe Conte su Facebook, canale preferito di comunicazione dei pentastellati.

Ovviamente, il vero problema che si presenta al governo Draghi è dove reperire i fondi per una misura quale il Superbonus 110%, piuttosto costosa.

Allo scopo di trovare una mediazione il presidente dell’Associazione Nazioneale Costruttori Edili (ANCE), Gabriele Buia, ha avanzato la proposta di estendere il Superbonus 110% agli edifici unifamiliari, ma stabilire per questi un limite di reddito. Cioè, al Superbonus 110% avrebbero accesso solo i proprietari di edifici unifamiliari il cui reddito non eccede una determinata soglia.

Diversamente, la Confederazione nazionale dell’artigianato (CNA) spinge per una proroga estesa a tutti gli edifici e senza limiti fino al 2024 e pressa anche perché tale rinnovo sia esteso al bonus facciate, il più sfortunato in assoluto visto che è stato cancellato per tutti e tra pochi pome, cioè dopo la sua scadenza il 31 dicembre 2021, potremo dirgli addio.

In ogni caso, va detto che il rinnovo del Superbonus 110% per gli edifici ammessi nella proroga sarà possibile anche continuando ad usare l’agevolazione con sconto in fattura e cessione del credito, accanto alla più classica detrazione Irpef in cinque anni.

Addio Superbonus 110%, arriva il Superbonus 80%. Per chi?

Intanto, se l’accesso al Superbonus 110% sembra precluso agli edifici unifamiliari a partire dal 30 giugno 2022, nasce però una nuova forma della stessa agevolazione destinata alle strutture ricettive (alberghi, pensioni, B&B, agriturismi, etc.), prima escluse.

Per loro si tratterà di un Superbonus 80%, cioè una detrazione ridotta, non al 110% ma all’80%, misura dovrebbe essere introdotta con un decreto apposito e finanziata con il Recovery Fund.

La nascita di questo Superbonus 80% è stata annunciata dal Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il quale ha anche anticipato che in progetto c’è di offrire il 10% di detrazione aggiuntiva dedicata all’imprenditoria femminile.

Tutte le modifiche al regolamento del Superbonus 110% 

In ogni caso, le novità sul Superbonus 110% non riguardano solo il suo recente rinnovo infatti con una serie di manovre l’esecutivo è intervenuto sulla normativa, almeno al fine di rendere la misura più ampia ed accessibile.

Ad esempio ha subito delle modifiche il regolamento in merito ad alcuni lavori trainati e trainanti.

Dal 2021 è ammessa infatti la possibilità con il Superbonus 110% di installare i pannelli solari su strutture situate nelle Zone A dei centri storici, ma deve trattarsi di modelli integrati e non riflettenti.

Anche l’abbattimento delle barriere architettoniche diviene più facile perché adesso è possibile senza il requisito di avere un inquilino disabile, basta infatti uno solo che abbia raggiunto i 65 anni di età.

Anche la normativa che regola la realizzazione del cappotto termico cambia ed esso diviene in deroga con le distanze degli edifici.

Ancora, si apre l’agevolazione alle strutture in categoria catastale B/1, B/2 e D/4, di cui fanno parte gli edifici adibiti ad offrire prestazioni assistenziali o socio-sanitarie, per i quali però il Superbonus 110% è accessibile solo se il Consiglio di Amministrazione svolge il lavoro a titolo gratuito.

Inoltre, adesso chi scegli di acquistare un immobile, a cui al contempo si applica sia il Superbonus 110% che le agevolazioni prima casa, avrà più tempo per cambiare residenza, in questa circostanza infatti si hanno 30 mesi a disposizione al posto dei classici 18 mesi.

Infine, chiudiamo con la guest star 2021 e cioè la CILA Superbonus. La CILAS, prevista dal Decreto Semplificazioni e creata dalla Pubblica Amministrazione, va a sostituire la vecchia documentazione per la richiesta del Superbonus 110%, per la quale adesso non è più necessario la presentazione di un’altra certificazione più complessa, lo stato legittimo dell’immobile.

Superbonus 110%, bonus facciate e bonus casa: qual è la situazione nel 2022?

Se il Superbonus 110% ha visto solo una proroga ridotta rispetto alle aspettative e soprattutto rispetto alle promesse iniziali fatte dall’esecutivo Draghi, in questa manovra di bilancio ancora più sfortunato risulta essere il bonus facciate.

La situazione del bonus facciate è più complessa del Superbonus 110%, perché se come molti esperti del settore sottolineano esso ha due obiettivi principali, cioè il recupero del patrimonio edilizio italiano e la ripresa dei cantieri, venendo ad essere una sorta motore per un settore fermo da anni. La sua importanza è comunque secondaria a quella del Superbonus 110%, quest’ultimo vitale per la realizzazione dei piani di riqualificazione energetica illustrati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Inoltre, i costi del bonus facciate, con il suo sconto al 90% senza limiti di spesa, sono pressoché ingenti.

Per tutte queste motivazioni, nonostante il rinnovo del bonus facciate fosse chiesto a gran voce da alcune parti politiche, il Dpb ha scelto di cancellare la misura, che sarà eliminata dopo la sua scadenza il 31 dicembre 2021.

In ogni caso, gli interventi edilizi sulle pareti esterne degli edifici continueranno ad essere tra i lavori ammessi dal bonus casa, rinnovato invece con sconto al 50% per tutto il 2022.

L’anno prossimo infatti il bonus casa continuerà a essere utilizzabile con sconto in fattura e cessione del credito, oltre che la più classica detrazione Irpef in 10 anni.

Anche i suoi importi resteranno invariati per il 2021 e cioè copriranno le spese entro un massimale di 96.000 euro con un finanziamento pari al 50% dei costi.

Bonus mobili rinnovato al 2022, ma ancora incompatibile con il Superbonus 110%

Ad essere rinnovato per il 2022 anche un incentivo dai costi certo ridotti rispetto agli altri e cioè il bonus mobili ed elettrodomestici.

Il requisito per accedere al bonus mobili sarà lo stesso anche per il 2022, cioè quello di aver da poco ristrutturato l’immobile per il quale si sceglie di comprare elettrodomestici o elementi di arredo, la cui spesa è in parte coperta da questo incentivo.

Al momento, salvo cambiamenti dell’ultim’ora nella Legge di Bilancio 2022, il bonus mobili è rinnovato in forma piena, cioè con il 50% di detrazione Irpef, sulle spese ammesse, entro il massimo detraibile di 16.000 euro, con un importo massimo di incentivo pari a 8.000 euro a beneficiario.

 

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