Sebbene con il decreto ministeriale del 4 Marzo 1996 sia diventato obbligatorio installare i contatori dell’acqua in ogni appartamento, sono molti i condomìni che ancora non ne dispongono. E al momento della ripartizione delle spese possono sorgere attriti fra i vari inquilini, perché i costi si dividono semplicemente in base al numero degli alloggi presenti nello stabile, ma è chiaro che una famiglia di cinque persone consumi più di chi vive da solo. Ecco perché l’installazione dei contatori permette un risparmio economico e consente di verificare eventuali perdite o abusi.

Con la telelettura paghi quanto consumi

Per ripartire i costi tenendo conto dell’effettivo consumo di ogni appartamento l’unica soluzione è contabilizzare l’acqua tramite i contatori, la cui lettura permette di fare ricorso ai millesimi di proprietà per impugnare la ripartizione delle spese. Tuttavia, può capitare che i contatori presenti nello stabile siano datati, che il letturista incaricato non riesca a trovare tutti i condòmini o che sia il condomino stesso a esporre sulla porta dei dati sbagliati. Grazie alle tecnologie più recenti, invece, i contatori dotati di interfaccia radio possono trasmettere i valori di consumo rilevati nell’abitazione direttamente al fornitore di servizi.

La normativa europea

Nella scelta del contatore è bene ricordare che esiste una precisa direttiva europea del 2012 volta a diminuire del 20% il consumo energetico delle abitazioni. Per questo occorre installare dispositivi conformi a tale norma, la quale prevede inoltre che entro il 25 ottobre 2020 i contatori e i contabilizzatori debbano essere leggibili e controllabili da remoto.

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