Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, ora è ufficiale: l’Ecobonus potrà essere ceduto ai genitori che hanno prestato denaro al proprio figlio per effettuare interventi di risparmio energetico. Il chiarimento è contenuto nella risposta data dall’Agenzia, il 22 luglio scorso, a un contribuente che non paga Irpef e non può quindi usufruire della detrazione.

La cessione dell’Ecobonus

Come riportato da Repubblica.it, questa risoluzione rappresenta solo in parte una novità: è dal 2017, infatti, che ciascun contribuente può cedere il bonus ad altri. Ai fornitori, ad esempio, come forma di pagamento dei lavori, ma anche alle banche: questa possibilità è riservata però ai soli contribuenti che rientrano nella no tax area (redditi da lavoro fino a 8 mila euro annui, da pensione fino a 7.500 euro e da lavoro autonomo fino a 4.800 euro). Possono beneficiarne anche altri “soggetti privati”, ma devono essere in qualche modo “collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione”, come spiega la circolare 11/2008.

Le novità più recenti

Tra i soggetti privati ora trovano spazio anche i genitori, a patto che abbiano effettivamente contribuito alle spese. Sarà sufficiente che i soldi siano versati sul conto utilizzato per effettuare i pagamenti ai fornitori: grazie a questo passaggio di denaro, i familiari possono essere considerati come “soggetti collegati” ai lavori, titolari a tutti gli effetti delle riduzioni sulle imposte che ne derivano. Per ottenere il passaggio, è necessario inviare all’Agenzia delle entrate il modello con cui si comunica la cessione del bonus e i dati dei soggetti che lo ricevono. L’invio deve avvenire entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quando vengono pagati gli interventi. L’importo potrà essere speso solo per pagare altre imposte, presentando in banca il modello F24 o utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

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