La voltura è un procedimento che si rende necessario in determinate situazioni. Quando si prende in affitto una casa, le utenze devono essere intestate al nuovo inquilino.

Non tutti sanno che anche quando viene a mancare un coniuge e le utenze erano intestate a quest’ultimo, l’altro coniuge ha l’obbligo di volturare le utenze.

La voltura è quell’operazione che consente il cambio d’intestatario sulle bollette delle utenze ancora attive.

Comporta, dunque, l’aggiornamento dei dati relativi alla titolarità dei contratti di luce e gas.

Di regola, la voltura garantisce al nuovo intestatario le stesse condizioni contrattuali di cui godeva il defunto e prima si provvede e meglio è.

Il subentro

Qualora i contatori, invece, risultano essere stati disattivati è necessario procedere con il cd. subentro. Occorre, dunque, attivare una nuova fornitura.

Come procedere alla voltura

Se a chiedere la voltura è un familiare del defunto questo con una dichiarazione scritta dovrà, semplicemente, informare il fornitore di essere l’erede della persona deceduta.

Al modulo deve essere allegato un documento d’identità in corso di validità.

Nel caso in cui non ci siano modifiche sostanziali nell’utenza non sarà necessario firmare un nuovo contratto.

Se a chiedere la voltura non è, invece, un familiare della persona deceduta, è necessario procedere al subentro totale. Pertanto, è necessario firmare un nuovo contratto.

Secondo quanto stabilito dalla legge, è comunque possibile continuare a fruire delle agevolazioni tariffarie e fiscali godute dal defunto se vantaggiose.

Quanto costa la voltura

I costi di voltura e subentro sono diversi in relazione al tipo di contratto e in base ai prezziari dei diversi distributori. Per maggiori informazioni è possibile confrontarli sui siti internet dei diversi fornitori nonché sul sito dell’Arera.

Di regola, la voltura è gratuita (per gli oneri amministrativi) nel caso in cui a richiederla sia un parente del defunto convivente nello stesso immobile. Salvo i costi stabiliti dai diversi fornitori.

Qualora l’utenza intestata al defunto appartenesse al mercato libero, il nuovo titolare non parente dovrà pagare un contributo fisso di € 27,03 per gli oneri amministrativi oltre agli oneri aggiuntivi specificati nei singoli contratti.

Se, invece, l’utenza rientrasse nella maggior tutela, il contributo è di 23 euro per l’imposta di bollo oltre i costi aggiuntivi.

Bollette pregresse non pagate

Se il nuovo titolare delle utenze è un parente che ha accettato l’eredità del defunto, è tenuto a pagare anche le eventuali utenze non pagate.

Se, invece, il nuovo titolare non è un parente ma un estraneo, potrà chiedere al fornitore la cessazione amministrativa del contratto.

Con la cessazione del contratto il fornitore chiuderà il contratto dell’energia elettrica o del gas per morosità e ne stipulerà uno nuovo con il nuovo titolare.

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