È il caso di investire e comprare casa a 50 anni, magari accendendo un mutuo per dieci anni o anche di più?

Oggigiorno non è un buon momento per acquistare casa, le contingenze economiche e finanziarie mondiali non sono favorevoli.

In tanti però, raggiunto un buon risultato a livello lavorativo e messa su famiglia, cercano anche la stabilità, da un punto di vista abitativo.

D’altronde si sa, uno dei sogni più condivisi dagli italiani è quello di avere una casa di proprietà.

Il ragionamento che la maggior parte delle persone fa, a questo proposito, riguarda in esclusiva l’età. E invece ci sono ben altre condizioni da valutare, prima di compiere il grande passo, giunti alla soglia dei 50 anni.

Comprare casa a 50 anni, ecco quando conviene e quando no

Come appena accennato, i più si mostrano titubanti a comprare casa a 50 anni, perché la ritengono già una soglia critica d’età.

In realtà, è bene sapere che è possibile vedersi accendere un mutuo fino a 75 anni quindi si potrebbe perfino arrivare a valutare un mutuo della durata di 25 anni.

È ben evidente però che a questo livello della discussione anagrafico, per così dire, se ne affiancano altri di diverso genere.

Innanzitutto, bisogna tenere conto del fatto che attualmente la soglia minima per andare in pensione è di 67 anni. Bisogna dunque valutare con attenzione quali si prevede saranno le entrate mensili, una volta varcata questa soglia di età.

Se si tratta di un lavoratore dipendente, statale oppure privato, il problema non si pone, dal momento che avrà a disposizione la sua pensione.

Per chi invece lavora in proprio, una possibilità è quella di accedere ai risparmi o utilizzare ad esempio una rendita passiva proveniente da un’altra proprietà in affitto.

Definito anche questo aspetto, c’è da valutare se non sia preferibile pagare con i soldi che si hanno in banca oppure con il mutuo e addirittura in alcuni casi, evitare di comprare casa e restare in affitto.

Conviene comprare casa con i risparmi oppure accendere un mutuo

Se i soldi in banca sono sufficienti all’acquisto di una casa, allora bisogna valutare se è il caso di utilizzarli seduta stante oppure ricorrere comunque a un mutuo bancario.

Può anche darsi il caso in cui si ha già un’abitazione di proprietà ma che si desidera vendere per acquistarne una più grande, integrando la differenza con i risparmi presenti sul conto corrente.

Ebbene, oggi come oggi, tra fallimenti bancari e instabilità economica, non conviene tenere grosse somme in banca.

Attenzione però, nel momento in cui si decide di fare l’investimento bisogna però valutare quale sia il costo del denaro da ottenere tramite mutuo. Il punto è che oggi questo costo è elevato, motivo per cui è preferibile utilizzare la propria liquidità e non ricorrere al mutuo.

A onor del vero c’è però da dire che, nel momento in cui si hanno soldi in banca e si accende un mutuo, si ha sia un credito che un debito in contemporanea da gestire.

Quando invece si ha della liquidità a disposizione e il costo del denaro è molto basso (fino a un paio di anni fa, si otteneva agevolmente un tasso fisso all’1,05%, quindi molto vantaggioso), è chiaro che è preferibile accendere un mutuo.

In questo modo, si resta con i soldi a disposizione che si possono utilizzare per le emergenze, per spese non finanziabili da una banca o comunque a tassi decisamente più alti, come un viaggio ad esempio.

Conviene comprare casa o rimanere in affitto

In realtà c’è un concetto che non è comune a tutti, vale a dire che comprare casa in realtà non conviene mai, né a 50 anni né a 30, se si valuta la questione dal punto di vista dell’”investimento”.

In altri termini, l’investimento vero e proprio è quello che genera un flusso di cassa in entrata, quindi che finisce nelle tasche di chi lo intraprende. Acquistare un immobile invece significa spendere dei soldi e generare un flusso di cassa in uscita per decenni.

Questo può diventare frustrante.

È un concetto puramente economico, che risponde bene alla domanda di chi si chiede: conviene comprare casa?

No, dal punto di vista economico, non conviene.

È evidente che invece, a livello di cultura e di mentalità, in Italia la casa rappresenta “un sacrificio” da fare per i figli e da lasciare loro in eredità.

Ma a ben vedere, non sempre è un vantaggio anzi spesso, oltre a essere un sacrificio per intere generazioni, per molti diventa una vera e propria prigione.

Pagare un mutuo significa non poter accedere ad altri prestiti (a meno di non avere enormi garanzie), non avere risparmi per le urgenze e quindi vivere costantemente sotto pressione, stentare alla fine del mese e privare i figli di alcune comodità.

Inoltre, con il mutuo si diventa proprietari a tutti gli effetti dopo 20-25 anni (a seconda della sua durata), quando già l’immobile risulta obsoleto e necessita di essere ristrutturato e adeguato per l’efficienza energetica.

Senza contare chi, avendo scelto il mutuo a tasso variabile, oggigiorno si ritrova a pagare più del doppio di quanto preventivato e, in molti casi, l’importo sborsato mensilmente per il mutuo equivale anche al triplo di un canone di affitto applicato per un appartamento dalle stesse caratteristiche.

Conviene comprare casa o tenere i soldi in banca

Alla luce delle considerazioni fino a questo momento avanzate, la risposta a questa domanda (sempre da un punto di vista meramente economico e non seguendo le ragioni del cuore) è che non conviene comprare casa a queste condizioni ma neppure tenere ingenti somme di denaro in banca.

Ecco dunque un paio di soluzioni da valutare. La prima, è quella del contratto di locazione Rent to buy (sulla falsariga di ciò che avviene per le automobili, si può fare anche per gli immobili), che permette dunque di acquistare l’appartamento nel quale sei in affitto, con una formula di acquisto rateale.

Per non tenere i soldi in banca, si può valutare l’acquisto di una casa all’asta, che quindi risulta più conveniente di almeno il 20-30% in meno rispetto al prezzo di mercato.

Infine, in alcuni casi specifici, quando ad esempio si tratta davvero di un buon affare, si possono utilizzare i contanti del conto corrente per acquistare una casa che dovrà rappresentare “un’attività” e non una passività, quindi da mettere in affitto ad esempio a privati oppure a turisti come su Airbnb.
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